Riciclare le mascherine per costruire strade: il progetto del RMIT

I ricercatori del Royal Melbourne Institute of Technology (RMIT) hanno sviluppato un progetto per riciclare le mascherine chirurgiche trasformandole in materiale da costruzione per strade e marciapiedi

Da ormai più di un anno siamo abituati ad indossare la mascherina. L’emergenza sanitaria Covid-19 ci ha “costretto” ad utilizzare questo dispositivo sanitario per proteggerci dal contagio ed evitare di infettare le persone che ci stanno vicino. Alcune mascherine possono essere lavate e riutilizzate diverse volte mentre altre sono usa e getta. Se non vengono correttamente smaltite, le mascherine possono diventare un rifiuto inquinante molto dannoso per l’ambiente. Per avere un’idea della gravità del problema, basta pensare che ogni giorno nel mondo vengono utilizzati in media 6,8 miliardi di mascherine usa e getta e più della metà di queste non viene smaltita correttamente. Un bel problema per l’ambiente! Allo stesso tempo, però, le mascherine usate possono diventare una materia prima seconda (così si chiamano i materiali derivati dal recupero e dal riciclaggio dei rifiuti) utile per la costruzione di strade e marciapiedi. E’ questa l’idea di un gruppo di ricercatori del Royal Melbourne Institute of Technology (RMIT) in Australia.

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Riciclare le mascherine per costruire strade

In uno studio che sarà pubblicato a maggio sulla rivista “Science of the Total Environment”, i ricercatori australiani hanno analizzato le proprietà meccaniche delle mascherine chirurgiche usa e getta. Attraverso vari testi, hanno scoperto che questi dispositivi sanitari in apparenza molto delicati sono in realtà estremamente robusti. Da qui l’idea di aggiungerli al cemento e ai tradizionali materiali da costruzione per rinforzare le strade e i marciapiedi delle nostre città. Ovviamente, non vedremo mai delle mascherine usate infilate tra le mattonelle del vialetto di casa! Le mascherine usate devono essere sminuzzate, ridotte in frammenti piccolissimi e poi aggiunte al cemento o al catrame utilizzato nei primi strati della pavimentazione. Il primo autore dello studio – il dottor Mohammad Saberian – ha spiegato che per realizzare un chilometro di una strada a due corsie verrebbero riciclate 3 milioni di mascherine, impedendo a 93 tonnellate di rifiuti di finire in discarica. “Siamo stati entusiasti – ha aggiunto Saberian – di scoprire che la nostra idea non solo funziona, ma offre anche vantaggi ingegneristici reali. Ci auguriamo che questo dia il via a ulteriori ricerche per elaborare modi di riciclare anche altri tipi di DPI”.

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